Cubetti di calcestruzzo prelevati in cantiere per il controllo di accettazione, con il direttore dei lavori che verifica i do

Il controllo di accettazione del calcestruzzo è la verifica con cui il direttore dei lavori stabilisce se il calcestruzzo arrivato in cantiere ha la resistenza richiesta dal progetto. Si fa sui provini, i classici cubetti, prelevati durante il getto e rotti in laboratorio. Quando i numeri non tornano, il calcestruzzo è non conforme e si apre una fase delicata per impresa, direzione lavori e fornitore.

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Qui vediamo come funziona il controllo secondo le NTC 2018, quali errori lo indeboliscono e che cosa prevede la norma quando l’esito è negativo.

Controllo di accettazione del calcestruzzo: che cos’è e chi lo esegue

Le NTC 2018 dedicano al tema il paragrafo 11.2.5. Il controllo di accettazione è una delle fasi del controllo di qualità del calcestruzzo, insieme alla valutazione preliminare della miscela, al controllo di produzione e alle prove complementari. Riguarda il calcestruzzo usato per l’opera e si basa su prelievi fatti nel momento del getto.

Lo esegue il direttore dei lavori, su ciascuna miscela omogenea. Le prove devono essere eseguite e certificate dai laboratori indicati dall’art. 59 del DPR 380/2001. Il costruttore resta comunque responsabile della qualità del calcestruzzo posto in opera.

Il controllo non si chiude in cantiere. Le NTC 2018 lo definiscono obbligatorio e chiedono al collaudatore di verificarne la validità, per qualità e per quantità. Il collaudo statico comprende infatti l’esame dei certificati delle prove sui materiali e del numero dei prelievi effettuati.

Il controllo di accettazione non è una formalità tra impresa e fornitore: è un obbligo del direttore dei lavori, e il collaudatore ne verifica la validità.

Prelievi e cubetti: come si fa un prelievo valido

Un prelievo consiste nel prendere dagli impasti, al momento della posa in opera, il calcestruzzo necessario per confezionare due provini. Va fatto alla presenza del direttore dei lavori o di una persona di sua fiducia. La media delle resistenze dei due provini è la “resistenza di prelievo”, cioè il valore su cui si fa il controllo.

C’è una prima soglia da conoscere. Il prelievo non viene accettato se la differenza tra le resistenze dei due provini supera il 20% del valore più basso. Due cubetti molto diversi tra loro segnalano di solito un problema di confezionamento o di conservazione dei provini.

Anche la documentazione ha regole precise. Chi assiste al prelievo redige un verbale e fa identificare i provini con sigle ed etichette indelebili. Il certificato del laboratorio deve richiamare quel verbale. La domanda di prove va firmata dal direttore dei lavori e deve indicare la posizione delle strutture interessate da ciascun prelievo.

Infine i tempi. Le prove di compressione vanno eseguite tra il 28° e il 30° giorno di maturazione, e comunque entro 45 giorni dal prelievo. Se i termini saltano, le prove vanno integrate con il controllo della resistenza del calcestruzzo in opera.

Prelievo di calcestruzzo fresco e confezione dei cubetti per il controllo di accettazione in cantiere

Nella pratica, gli errori che più spesso rendono fragile un controllo sono cinque:

  • prelievi fatti senza il direttore dei lavori o un suo incaricato;
  • cubetti senza sigla o senza verbale di prelievo;
  • provini lasciati in cantiere al sole o al gelo, invece di essere stagionati come prevede la UNI EN 12390-2;
  • consegna al laboratorio oltre i termini;
  • un numero di prelievi inferiore al minimo.

Controllo di tipo A e di tipo B: quanti prelievi servono

Le NTC 2018 prevedono due controlli, in funzione del quantitativo di calcestruzzo da accettare. Il tipo A è quello dei cantieri ordinari. Il tipo B è il controllo statistico, obbligatorio per le opere che richiedono più di 1.500 m³ di miscela omogenea.

VoceControllo di tipo AControllo di tipo B
A che cosa si riferisceUn quantitativo di miscela omogenea non maggiore di 300 m³Obbligatorio oltre 1.500 m³ di miscela omogenea, almeno un controllo ogni 1.500 m³
Numero di prelievi3, ciascuno su un massimo di 100 m³ di gettoAlmeno 15, ciascuno su 100 m³ di getto
Prelievo giornalieroAlmeno uno per ogni giorno di gettoAlmeno uno per ogni giorno di getto
Condizione sul prelievo peggioreRc,min ≥ Rck − 3,5Rc,min ≥ Rck − 3,5
Condizione sulla mediaRcm28 ≥ Rck + 3,5Rcm28 ≥ Rck + 1,48 s

Le resistenze sono espresse in N/mm². Rcm28 è la resistenza media dei prelievi, Rc,min è il valore più basso e “s” è lo scarto quadratico medio. Per le costruzioni con meno di 100 m³ di getto di miscela omogenea è ammessa una deroga al prelievo giornaliero, fermo restando l’obbligo di almeno tre prelievi.

Un esempio aiuta. Con una Rck di progetto di 30 N/mm², nel controllo di tipo A ogni prelievo deve dare almeno 26,5 N/mm². La media dei tre deve arrivare ad almeno 33,5 N/mm². Tre prelievi tutti a 31 N/mm² superano quindi la Rck, ma non superano il controllo.

Per superare il controllo di tipo A non basta raggiungere la Rck: la media dei tre prelievi deve superarla di 3,5 N/mm².

Calcestruzzo non conforme al controllo di accettazione: che cosa prevede la norma

Se le disuguaglianze non sono rispettate, il calcestruzzo è non conforme. La norma è netta. L’opera, o la parte di opera, realizzata con quel calcestruzzo non può essere accettata finché la non conformità non è stata definitivamente risolta. Il percorso è scandito in passaggi.

PassaggioChi è coinvoltoChe cosa si fa
1. Verifica in operaIl costruttore, secondo le prescrizioni del direttore dei lavoriSi accertano le caratteristiche del calcestruzzo messo in opera con altri mezzi d’indagine, cioè prove distruttive e non distruttive
2. Controllo della sicurezzaIl progettista, che va sentitoSe la non conformità è confermata, si verifica la struttura con la resistenza ridotta, per via teorica, sperimentale o in entrambi i modi
3. Decisione finaleCommittenza e tecnici, in base agli esitiSe la verifica non è possibile o non è soddisfacente: uso compatibile con le prestazioni ridotte, consolidamento oppure demolizione

Il primo passaggio è quello decisivo. La valutazione della resistenza del calcestruzzo in opera combina carotaggi e prove non distruttive, e ha regole proprie di campionamento e di calcolo. Le NTC 2018 ammettono che la resistenza caratteristica in situ sia in genere più bassa di quella di progetto. Per i soli aspetti di sicurezza strutturale accettano un valore non inferiore all’85% della resistenza caratteristica assunta in progetto. Restano fuori da questa tolleranza le eventuali carenze di durabilità.

C’è un limite da tenere presente. Le prove in opera non sostituiscono i controlli di accettazione: servono al direttore dei lavori e al collaudatore per formulare un giudizio sul calcestruzzo già gettato. Se i controlli mancano o non sono validi, il collaudatore deve far eseguire prove che attestino le caratteristiche del calcestruzzo, con la stessa procedura prevista per i casi di non conformità.

Una carota non sana un cubetto mancante: le prove in opera servono a giudicare il calcestruzzo gettato, non a sostituire il controllo di accettazione.

Quando le indagini confermano una resistenza stabilmente inferiore a quella di progetto, si parla comunemente di calcestruzzo depotenziato. Le conseguenze, in quel caso, vanno oltre il singolo getto.

Che cosa fare subito: cause, documenti e contestazione al fornitore

Un esito negativo non dice ancora di chi è la responsabilità. Le cause possibili stanno in tre punti diversi della filiera. La miscela può essere arrivata in cantiere con caratteristiche diverse da quelle ordinate. Il calcestruzzo può essere stato alterato in cantiere, per esempio con un’aggiunta d’acqua, oppure posato, compattato e maturato male. Oppure il difetto sta nei provini, confezionati o conservati in modo scorretto. Le stesse NTC 2018 indicano i dubbi su provini e posa in opera tra i casi che giustificano una valutazione del calcestruzzo in opera.

Distinguere tra queste tre origini è un lavoro tecnico, e si fa sui documenti prima ancora che sulle carote. Conviene raccogliere subito:

  • i documenti di trasporto di ogni autobetoniera, con classe di resistenza, orari di carico e di scarico ed eventuali aggiunte annotate;
  • i verbali di prelievo e l’identificazione dei provini;
  • i certificati del laboratorio, completi di date di prelievo, ricevimento e prova;
  • l’indicazione delle strutture gettate con ciascuna fornitura.

Con questi elementi la contestazione al fornitore va fatta per iscritto e senza attendere. È buona pratica invitare il fornitore ad assistere alle indagini in opera, così che i risultati siano condivisi e più difficili da contestare. Se le posizioni restano distanti, il contenzioso edilizio sul calcestruzzo si gioca proprio su questi documenti e sulle prove in opera. La scelta di come muoversi sul piano legale resta una valutazione da fare con un avvocato.

Per imprese e direttori dei lavori un supporto tecnico indipendente è utile in tre momenti. Prima dei getti, per impostare il piano dei prelievi. Durante, per controllare che prelievi e documenti siano in regola. Dopo un esito negativo, per definire il piano d’indagine e leggere i risultati.

Domande frequenti sul controllo di accettazione del calcestruzzo

Il controllo di accettazione del calcestruzzo è obbligatorio?

Sì. Le NTC 2018 definiscono obbligatori i controlli di accettazione e chiedono al collaudatore di verificarne la validità qualitativa e quantitativa. Se il controllo manca o non è valido, il collaudatore deve far eseguire prove che attestino le caratteristiche del calcestruzzo, con la procedura prevista per i casi di non conformità.

Quanti cubetti servono per un getto?

Ogni prelievo comprende due provini. Il controllo di tipo A richiede tre prelievi, quindi sei cubetti, per un quantitativo di miscela omogenea non maggiore di 300 m³. Va fatto almeno un prelievo per ogni giorno di getto. Il direttore dei lavori deve prescriverne altri se la qualità dei componenti cambia.

Entro quando vanno provati i cubetti?

Le prove di compressione vanno eseguite tra il 28° e il 30° giorno di maturazione, e comunque entro 45 giorni dalla data di prelievo. Se questi termini non vengono rispettati, le NTC 2018 chiedono di integrare le prove con il controllo della resistenza del calcestruzzo in opera.

Le carote possono sostituire i cubetti mancanti?

No. Per le NTC 2018 le prove in opera non sostituiscono in nessun caso i controlli di accettazione. Servono al direttore dei lavori e al collaudatore per formulare un giudizio sul calcestruzzo già gettato. Se i cubetti mancano, la strada passa comunque dalle indagini in opera, ma con la procedura delle non conformità.

Un calcestruzzo non conforme va sempre demolito?

No. La demolizione è l’ultima delle possibilità. Prima si verifica la resistenza in opera e si controlla la sicurezza della struttura con la resistenza ridotta. Se la verifica non è soddisfacente, la norma prevede tre strade: un uso compatibile con le prestazioni ridotte, il consolidamento oppure la demolizione.

Chi paga le indagini se il calcestruzzo non è conforme?

Le NTC 2018 stabiliscono che è il costruttore a dover procedere alla verifica del calcestruzzo messo in opera. Come si ripartisce poi il costo tra impresa e fornitore dipende dal contratto di fornitura e dalla causa accertata. È una questione da valutare con un legale, sulla base della documentazione tecnica.

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